F.D.C. Formazione Danza Consapevole è un progetto rivolto a ballerini di qualunque genere, uno studio finalizzato a fornire degli strumenti per comprendere le possibilità della danza e rendere autonoma la ricerca fuori dalle proprie capacità.

 

Domenica 29 marzo, 19 aprile e 10 maggio

 

Dalle h15.00 alle h18.00 (tot. nove ore)

 

Nel teatro del Centro di Palmetta, Strada di Santa Maria la Rocca, 05100 Terni TR

 

Il percorso prevede la creazione di un glossario dei termini fondamentali per chiunque lavori su un palcoscenico (come: presenza scenica, memoria motoria, focus, controllo, intenzione, qualità di movimento…). Ognuno di questi concetti sarà la traccia del lavoro pratico al fine di interiorizzarne il significato, ma il fulcro della formazione è l’improvvisazione.

 

Per la maggior parte i dizionari definiscono Improvvisazione come composizione estemporanea.

Estemporanea significa evidentemente fatta al momento, senza preparazione, ma è composizione a cogliere esattamente il significato, l’improvvisazione si compone di varie cose, l’atto creativo è guidato da vari fattori: la formazione tecnica del ballerino, l’intenzione che vuole trasmettere, il suo stato d’animo, l’influenza della musica.

 

Primo incontro:

Prima del movimento e dell’esercizio pratico dedicheremo un momento per fissare dei punti fondamentali di consapevolezza di se che è necessario avere chiari, come la propria idea di danza, che ruolo ha questa nella propria vita, i benefici che ci offre, identificare i propri limiti e le proprie necessità.

 

La prima e più importante cosa da mettere in pratica è il controllo della respirazione. La coordinazione di respirazione e movimento è la connessione fra noi e il pubblico, senza non ci sarebbe possibile trasmettere nessuno stato emotivo, nessun contenuto oltre la tecnica che, per quanto eccellente sia, sola è sterile.

 

 

Secondo e terzo incontro:

Il lavoro del secondo e terzo incontro verte sul superamento del meccanismo mnemonico che guida il movimento nei percorsi conosciuti. Nel proprio percorso di crescita ogni ballerino interiorizza e trattiene alcune forme, alcuni movimenti, delle associazioni tra ciò che egli percepisce fisicamente ballando e le possibilità che il corpo ha di rispondere. L’automatizzazione di questi movimenti è naturale e questi cambiano nel tempo; questo fenomeno, la memoria motoria, compromette la creatività spontanea nell’improvvisazione.

Regole e limiti come educazione alla libertà dell’improvvisazione parte 1 e parte 2 è il titolo del lavoro dei due incontri.

Paradossalmente un percorso di esercizi che si servono proprio di restrizioni e regole ci obbligherà a sviluppare nuovi movimenti. La ricerca dentro limiti progressivamente meno vincolanti costituirà il processo di conoscenza della libertà nell’improvvisazione.

 

 

Info:

Alessandro Fava Tel: 3402883660 | fb: Alesnauta