Sabato 11 Ottobre 2014 alle ore  22.30

 

Prima serata a nome Vier / Ko / Wood. L’ospite della serata Lonesome Leash.


LONESOME LEASH

invece è Walt McClements (anche attivo in passato negli Hurray for the Riff Raff e Why Are We Building Such A Big Ship?) dove fa confluire in modo agile e meravigliosamente caotico le sue diverse esperienze e influenze musicali.

Partendo da un sinuoso suono di fisarmonica, vero e proprio marchio di fabbrica di McClements, Lonesome Leash si lancia in affondi folli e imprevedibili, incorpora al suo interno loop di batteria, un profluvio di feedback e fiati rigogliosi, finendo per creare una sorta di ambiente sonoro futu-rustico.

 

«Sono sempre stato interessato a far suonare la fisarmonica più come un sintetizzatore, o anche oltre un sintetizzatore, e mi piace aggiungere drum machine ed elettronica in quelle che normalmente sarebbero (o potrebbero essere) trame sonore molto tradizionali», spiega McClements.

 

Dal vivo il progetto si presenta sotto forma di one man band, con McClements che si destreggia tra gran cassa, charleston, fisarmonica, tromba e voce. Un vero e proprio spettacolo in sé, che sortisce l’effetto di far dimenticare quante cose stiano accadendo contemporaneamente davanti ai propri occhi e fa svanire in un istante il pensiero che possa trattarsi di mero esibizionismo tecnico.

 

L’ep di debutto “I am no captain”, pubblicato nel gennaio 2013, è pervaso dalla gioia estatica e dal romanticismo fatalista che caratterizza la città di New Orleans, ma trasportati altrove e tradotti in una lingua universale. “Pelican” è la nostalgica ode a una festa danzante in salsa new wave tenuta in una vecchia villetta cadente, mentre l’epica “Ghosts” – posta in chiusura – rievoca emozioni familiari a chiunque abbia dovuto patire notti insonni in compagnia di qualcun altro.

L’ep successivo “One foot in front of the other”, uscito sul finire del 2013, comprende cinque canzoni scritte durante un tour di quattro mesi (da gennaio ad aprile 2013) ed è stato registrato in una pausa di due giorni a Brooklyn. Prodotto ancora una volta dall’ingegnere del suono Don Godwin (Callers, REANIMATOR), supera in tutte le direzioni i limiti estetici fissati dall’album di debutto e si ritrova a navigare in un vasto territorio sonoro in cui esili strumentali di sola fisarmonica si espandono in un lo-fi pop teso e turbolento, fanfare sghembe si intrecciano a strati di fisarmonica distorta, e incalzanti beat elettronici si dissolvono in tenui paesaggi bucolici.

 

Lonesome Leash compone musica per gente solitaria, euforica e inquieta: la sua è una colonna sonora per vite folli e magnifiche.

 

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