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di Caterina Moroni e Lucio Mattioli

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C’è un fuoco, una stella, che è un palmo sottoterra e tre dita sotto la pelle di ognuno, tra i semi che fioriranno: forse un’animale, forse un piccolo uomo, di certo vita.

Figlio di tutti e proprietà di nessuno.

Ascoltando bene, ascoltando dentro, puoi sentirlo:

è il momento di venire allo sguardo, di battersi, con nuove armi fatte di niente, poiché l’origine  delle cose tutte sta nel piccolissimo, nella fragilità colma di forza di un seme.

Se ti lasci guidare, incantare, puoi vederlo.

Gli avventori, due alla volta, sono parte fondamentale della performance, coloro che rendono l’azione possibile, coloro che, di fatto, generano la vita. L’altra parte di un cordone ombelicale.

Il respiro che ci passa, e il pianto, a tutti uguale, ci tiene, vi riguarda.

Grazie a Emiliano Austeri e Antonio Germani