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Ebbene il primo mese è terminato, tutto sommato possiamo dire che è letteralmente volato. È proprio vero che quando si assaporano cose nuove, finiscono subito; com’è altrettanto vero che il detenuto non è mai contento di nulla… So bene che parecchi miei “colleghi” mi odieranno per queste mie parole, ma credetemi, è assolutamente tutto vero tutto.

Fin’ora, a vedere il lavoro fatto, sembra che non sia stato fatto un gran che, ma non è così. A vedere un campo sembra che non si faccia mai nulla, perché è talmente grande che le piccolezze fatte non si notano. Ma, ripeto, non è così. Buona parte dell’orto sinergico è stata realizzata, mi riferisco ovviamente ai bancali, ai quali è stata data una curiosa e simpatica forma: sembra un sole con i suoi raggi. I bancali sono già stati ricoperti di stellato, e anche dalla paglia, cosicché la temperatura sotto sia sempre la stessa. Per ogni bancale abbiamo installato l’impianto a goccia che provvederà ad innaffiare sempre ogni singolo bancale. Abbiamo anche collocato quattro mega taniche contenenti ciascuna 10.000 litri d’acqua, in modo che il campo sia sempre fornito d’acqua. Le taniche sono tra loro collegate tramite un semplicissimo principio di vasi comunicanti, e attingono l’acqua da un pozzo di acqua sorgiva. Ovviamente abbiamo provveduto a collaudare tutto l’impianto idraulico, per vedere se vi erano delle perdite, e tranne qualche microscopica modifica, possiamo dire che tutto è andato per il verso giusto.

Abbiamo già provveduto a comprare anche qualche semenza che a giorni pianteremo, e vedremo il frutto del nostro lavoro. Per fare questo però ci dobbiamo scrupolosamente attenere a dei principi di comparabilità, nel senso che non tutte le semenze legano tra loro; ovvero ci sono piante che se piantate vicine, è come se si ostacolassero la crescita tra loro, pertanto bisogna attenersi scrupolosamente a questi parametri. È’ inutile dire che queste comparazioni sono state portate dai nostri tutor, i quali in passato hanno avuto già modo di vedere quali siano le migliori combinazioni; e a breve ci faranno vedere materialmente come si piantano queste semenze. Non pensate che tutto questo sia facile da fare, anche il piantare richiede criterio ed esperienza, e mi riferisco ad un discorso di radici. Vi sono piante che richiedono, ad esempio, più terra, e pertanto devono essere messe dove c’è più terreno; altre che al contrario hanno bisogno di meno terreno, e quindi possono legarsi alle radici più profonde. Ricordiamoci sempre che l’orto sinergico, è l’insieme di più fattori, di più elementi che devono integrarsi tra loro, e così facendo si aiutano vicendevolmente.

Però i lavori fatti non sono stati solo questi, abbiamo anche cercato di sistemare un po’ il campo, e mi riferisco ad un discorso mero e proprio di pulizia. Abbiamo provveduto a estirpare tutte le canne selvagge nate in tutti questi anni, non finivano mai… Non solo, stiamoprovvedendo in questi giorni a non disfarcene completamente di queste canne. Nel senso che le più idonee vengono tagliate ad una certa misura, e potranno servire per creare una specie di steccato. Mentre, canne più lunghe, potranno essere usate nell’orto quando si pianteranno i pomodori, o prodotti simili. Faccio presente che questo lavoro “di taglio”, non è ancora terminato, ci vorrà ancora qualche giorno.

Nel frattempo abbiamo creato anche uno spazio dove faremo poi un gran falò, in occasione della festa del 22 di aprile: “Lunedì dell’angelo”. Inutile dire che tutti i rimasugli di queste canne tagliate, tutti i rami secchi potati in precedenza, saranno il pranzo principale per il nostro mega fuoco, e ci auguriamo anche che sia propiziatorio per tutti quanti noi. I lavori stanno proseguendo anche all’esterno della struttura, nel senso che abbiamo rimosso una vecchia e fracida staccionata, che proprio non si poteva vedere, e ci stiamo anche adoperando affinché, il parcheggio privato, abbia un aspetto più decoroso.

Sempre questa settimana ci dobbiamo anche occupare di risistemare il giardinetto adiacente l’ingresso. Più precisamente dobbiamo dargli una grande pulita,
togliere tutte le erbacce, risistemare un vecchio tavolo condue panchine fatiscenti, inoltre ci piacerebbe anche, sempre in occasione della festa del 22 p.v., mettere in funzione il cosiddetto “Cherenquito”, che non è altro che un piccolo chiosco, all’interno del quale, ci sono dei frigoriferi, una macchina per il caffè, e, “udite udite”, c’è anche una spillatrice per la birra. Ebbene, propongo che sia uno dei tremoschettieri a fare il barista, così potrà, almeno quel giorno, deliziarsi l’ugola. Scherzi a parte sappiamo benissimo ciò che non ci è concesso, e mi sembra superfluo, ma lo devo fare, dire che non siamo assolutamente interessati a perdere tutto quello che a fatica ci siamo guadagnati, anzi il solo pensiero che qualcuno lo abbia pensato, francamente vi dico che ci ha fatto stare male.

E’ come dare la fiducia a una persona con l’elastico, nel senso che, prima faccio finta di dartela, e poi invece la riprendo. Vorrei che sia ben chiaro una cosa, e questo non per essere polemico; ma noi siamo i primi a tenere a coloro i quali ci hanno dato questa possibilità, siamo i primi che non vogliamo assolutamente che voi facciate brutte figure per noi, e poi anche perché gli unici a perdere siamo veramente noi. Per voi, forse questo non vi è ben chiaro, il non riuscire con noi, non significa una sconfitta. Come si suol dire “morto un papa, se ne fa un altro”. Ma per noi una eventuale ricaduta, significherebbe definitivamente la fine.

Detto questo non voglio essere più cattivo di quanto lo sia stato sin’ora, sono le ore 23.50, per scrivere tutto questo ho interrotto gli studi che puntualmente tutte le sere mi aspettano, e vi confesso che dopo una giornata di lavoro non è semplice mettersi sui libri. Onde evitare inutili dicerie e polemiche, parlo per me, vi metto a conoscenza che in questi giorni, per non perdere ore di studio che mi sono fondamentali, ho preferito anche rinunciare al pranzo, e questo primo, perché un po’ di dieta mi fa bene, secondo perché cerco di sfruttare tutto il tempo a disposizione. Sembra un paradosso per uno nella mia situazione dire che non c’è tempo, ma credetemi è proprio così.

Che dire, meglio di così non posso chiedere. Ma ora non ci rimane che rimboccarci le maniche perché il lavoro da fare è ancora tantissimo, la festa è vicina, e solo con la sinergia di tutti potremo terminare i lavori per quella data. Ci auguriamo che per allora tutto sia pronto, che le partecipazioni siano numerose e che tutti possano divertirsi e rilassarsi in totale sincerità e armonia.
Ciao e grazie a tutti!

I tre moschettieri.

Terni, 02/04/’19